60 anni dalla scomparsa

Grande Torino

Sono passati 60 anni dalla tragedia di Superga e dalla scomparsa del grande Torino. Nell'incidente aereo persero la vita 31 persone. Tutti i giocatori granata: Bacigalupo, Aldo e Dino Ballarin, Bongiorni, Castigliano, Fadini, Gabetto, Grava, Grezar, Loik, Maroso, Martelli, Valentino Mazzola, Menti, Operto, Ossola, Rigamonti e Schubert. I dirigenti Agnisetta, Civalleri e Bonaiuti. Gli allenatori Erbstein e Lievesley, il massaggiatore Cortina.  I giornalisti Casalbore, Renato Tosatti e Cavallero. I membri dell'equipaggio Meroni, D'Inca, Biancardi e Pangrazi. Tutti questi nomi saranno scanditi oggi pomeriggio dal capitano Rosina, che con tutta la squadra del Torino renderà omaggio alla Basilica di Superga.

Il 4 maggio 1949 è un giorno che rimarrà per sempre inciso nella memoria degli appassionati di calcio. Non solo di quelli granata che, in un falcidiato pomeriggio, videro ridurre in frantumi la 'squadra dei sogni'. Era il Grande Torino, una delle più forti compagini di tutti i tempi. Fra gli altri, vi giocava Valentino Mazzola, padre di Sandro, poi leggenda interista.

Una famiglia che ha fatto la storia del calcio. Perché Sandro decise di continuare l'avventura avviata dal papà, che lui, ancora, non era riuscito ad ammirare in campo con occhio vigile. Mazzola jr, infatti, quel giorno nefasto, era soltanto un bambino.

"Avevo solo sei anni - ha spiegato Mazzola in Esclusiva a Goal.com International - e ho cancellato, col tempo, gran parte di quei ricordi". Forse perché troppo tristi, forse perché la memoria, negli anni, si offusca. Ma la leggenda del Grande Toro, troncata su una basilica di Superga poco prima di un atterraggio, ha lasciato il cuore infranto: "Non mi ricordo molto di quella giornata. Ma se guardo indietro, ripenso a tutte quelle domeniche in cui andavo a Torino a vedere le partite e il mio papà mi teneva per mano... Seppi della sua morte qualche tempo dopo".

Ma negli anni seguenti, il mito del Torino è diventato una vera professione di fede per gli amanti del calcio: "Gente come Valcareggi o Boniperti, legata alla Juve, mi ha confermato che si trattava di una squadra fantastica - ha proseguito Mazzola - e anche i brasiliani, i migliori interpreti del calcio, mi dissero che solo il Grande Torino si era espresso a quel livello".

Una squadra solida, talentuosa, che aveva nel padre Valentino un attaccante unico e irripetibile: "Era davvero forte, aveva uno stile di gioco inconfondibile. Non vedo giocatore italiano migliore di lui. l'unico capace di reggere il confronto era un certo Alfredo Di Stefano" ha chiosato l'ex dirigente nerazzurro. (esclusiva Goal.com)

 

Un ragazzo inglese Ben Smithy Shiell scrive questo sul Nostro Grande Torino sulla pagina di facebook (esclusiva torinofc.altervista.org):

I am a supporter of Liverpool FC. Sorry I do not know Italian, maybe one of you can translate. I understand May 4th is the aniversary of a great disaster in your club. Liverpool have suffered our own disasters as you know, 96 of our brothers and sisters were killed at hillsborough in 1989, we understand how it feels to lose people connected to the club. I wanted to wish you all the best for your current season and to let you know you and those who died are in our thoughts.

RIP Il Grande Torino

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