Probabile addio di Bianchi e Ogbonna, in panchina arriverebbe Moriero

Confermati i peones, il problema sarÓ piazzare Di Michele & C.

Bianchi

Lacrime e sangue li aveva già versati per la retrocessione di un anno fa, ma la permanenza in serie B è il peggior danno possibile per il Toro di Cairo. Non solo a livello sportivo, ma soprattutto per le casse granata che erano già state svuotate dalla caduta tra i cadetti. Se al 31 dicembre 2009 il bilancio della società si era chiuso con un passivo di 8,4 milioni di euro (a fine 2008 era negativo solo per 3,9 milioni), per il presidente granata fare i conti adesso sarà drammatico visto che mancheranno i 7,5 milioni di euro del «paracadute» della Lega Calcio e i diritti tv saranno minimi rispetto ai potenziali 40 milioni persi fallendo la promozione.

Ecco perché adesso nel Toro verrà varata una «manovra correttiva» stile Tremonti, con sacrifici e tagli. I 19 milioni lordi di ingaggi dovranno essere abbattuti a ogni costo, anche perché il costo degli stipendi è quattro volte superiore alla media del campionato, e poi le cessioni eccellenti aiuteranno a sistemare i conti. Il primo a essere sacrificato sarà Rolando Bianchi: il capitano ha già dimostrato coraggio e responsabilità a scendere in B, ma adesso non potrà più restare nel Toro. Un po’ per lo stipendio che ha (1,2 milioni netti fino al 2013), un po’ per le comprensibili ambizioni e un po’ per le pretendenti che lo corteggiano da tempo. Parma, Udinese e Fiorentina sono in pole position per trattare il capocannoniere granata col presidente Cairo che a sua volta sperava di ottenere tra gli 8 e 10 milioni di euro, che con la permanenza in B scendono a 5-6.

E il ds Petrachi conferma: «Dobbiamo ripartire con gente che abbia voglia e ci crede: farò di tutto per trattenere Bianchi, ma rispetterò la sua volontà. Se ci chiede di andare via, non potremo farci niente... Con Cairo abbiamo già tracciato le linee per il futuro: un mese fa avevamo elaborato un piano, sia in caso di promozione che di B». Altra pedina a rischio sacrificio è il giovane centrale Angelo Ogbonna: uno dei pochi a essere cresciuto nel vivaio del Toro ed assai appetito nel massimo campionato (Genoa, Palermo) e in Inghilterra (Arsenal, Tottenham e West Ham). In bilico sono anche il difensore Loria (in prestito dalla Roma, guadagna 650 mila euro e l’Atalanta lo sta cercando), il portiere Sereni (850 mila euro ancora per una stagione), il fantasista Gasbarroni (650 mila euro fino al 2012), più tutti quei "dissidenti" che a gennaio vennero allontanati dal Toro e adesso dovranno discutere con Petrachi la loro posizione. Gente come Di Michele (ancora 1 anno di contratto), Loviso (in comproprietà col Livorno), Diana (scade nel 2011), Pisano (altro ingaggio pesante) più i retrocessi Zanetti, Pratali e Colombo rientreranno alla base e rischiano di pesare sulle fragili spalle di un Toro che non li vuole e non può permettersi di pagarli ancora.

Un po’ di ossigeno arriverà dall’apertura della comproprietà col Parma per Dzemaili (3 milioni freschi), dalla possibile definitiva cessione di Abbruscato e dall’acquisto del 50% di Malonga da parte del neopromosso Cesena (750 mila euro). Petrachi, che sta per ingaggiare come capo osservatore Matteo Lauriola (diesse al Manfredonia), dovrà fare un’altra rivoluzione per rilanciare il Toro. Potrà ripartire dai peones come D’Aiello, Pestrin, Morello, Salgado, Scaglia con cifre normali, mentre dovrà sudare per avere tutto D’Ambrosio dalla Juve Stabia, visto che nel gioco delle comproprietà si stanno inserendo squadre di A come Sampdoria, Udinese e Chievo. Il primo passo, però, sarà l’allenatore, dopo l’addio di Colantuono che ha fallito: sarà giovane ed emergente, adatto per la categoria. Francesco Moriero, ex Frosinone e compagno di giovanili di Petrachi, è il candidato numero uno, ma alla finestra c’è anche Apolloni, mentre Lerda è a un passo dal Sassuolo.

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