Toro, adesso tocca a me

Rosina

Il capitano granata: «Sembra che la mia stagione non sia ancora iniziata, ma con il Cagliari voglio esserci»

Rosina talismano ferito:"Toro, adesso tocca a me" Quando torni in campo?», «Ci sarai al derby?», «Ci aiuti ad uscire dalla crisi?». I tifosi di Alessandro Rosina lo invocano, lo evocano, lo toccano, lo scrutano e lo spronano. Quasi fosse un santone o uno spirito buono da interrogare per ottenere la felicità e rivedere il Toro più tranquillo e vincente. Lui dispensa un sorriso a tutti, firma autografi in continuazione e con la sua presenza alla festa del «Toro Club Rosina» prova a infondere coraggio ai sostenitori, suoi e del Torino. Non vede l'ora di tornare in campo per aiutare i compagni, ma ora non vuole più rischiare nuovi intoppi ed incassare così nuove delusioni con le non convocazioni per guai fisici. «Adesso sto abbastanza bene, mi sono fatto male in Toro-Lecce e il dolore era stato curato prima della partita con la Reggina. Poi il fastidio è cresciuto, non mi ha fatto correre nel modo giusto e così non ho più visto il campo». Un dispiacere enorme per un ragazzo che in serie A non aveva mai saltato tre partite consecutive. «Io sostengo che siano quattro - aggiunge Rosina - perché quella con l'Inter è durata pochissimo e quindi sento di aver giocato solo due partite per il Toro. Anche in Coppa Italia col Livorno non sono stato fortunato: guardavamo il polpaccio, che reagiva bene, ma l'infiammazione al ginocchio sinistro mi ha bloccato per 40 minuti. Ecco perché ero fermo e in difficoltà». Non cerca scuse Rosinaldo davanti ai suoi tifosi, da capitano e leader rilancia la sfida al campionato. «Per me deve ancora iniziare: io manco al Toro, ma anche il Toro manca tanto a me». Anche ieri Rosina non ha potuto allenarsi con regolarità: si è fermato in palestra alla Sisport a fare esercizi per superare l'infiammazione e la sua speranza è quello di tornare in gruppo martedì prossimo in vista di Toro-Cagliari ed esserci fin dal primo minuto nella sfida che si annuncia già decisiva per destini ed equilibri granata. «Io farò di tutto per giocare tra due domeniche - promette Rosina - ma voglio essere sicuro di stare bene al 100% prima di tornare in campo. Ora conta solo recuperare e la pausa mi aiuta in questo». Troppo delicato il suo rientro e troppo importante essere al top contro la Juve il 25 ottobre. Per lui il derby è una parola che evoca amarezza: saltò il primo per infortunio e subì l'umiliazione nel secondo partendo dalla panchina. Provò ad entrare nella storia con la punizione che si stampò sulla traversa, ora ha voglia di segnare ed aiutare il Toro ad uscire dalla crisi. «La medicina perfetta per tornare sereni è vincere - spiega il fantasista -. Conta solo questo ed io ho voglia di dare il mio contributo. Capisco il momento che stiamo vivendo, anche perché è il terzo anno che si propone». Rosina sa benissimo di essere il talismano granata. Nel primo anno di serie A, con Rosinaldo in campo (35 presenze e 32 da titolare), il Toro conquistò 31 punti su 40 e soprattutto cinque dei suoi nove gol regalarono altrettante fondamentali vittorie ai granata. Meglio ancora nel campionato 2007/2008: 35 partite giocate e 35 punti ottenuti con lui in campo. La scorsa stagione Rosina saltò solo tre partite e furono tre sconfitte, tutte all'andata: Juve, Livorno e Fiorentina. In più quando segnava, il Toro non perdeva: 4 vittorie coi suoi gol e 3 pareggi. La «regola di Rosina» vale anche per questo primo scorcio di campionato: 1 vittoria (Lecce) ed un pareggio (Reggina). Senza di lui le tre sconfitte ed il pari di Verona. «Dico di avere fiducia in questo Toro - ha detto ai 150 tifosi presenti - e la penso come De Biasi: non parliamo di Uefa, ma facciamo un campionato per salvarci bene e toglierci delle soddisfazioni».

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